LE COOPERATIVE PUNTANO AD INGRANDIRSI PER BATTERE LA CRISI
Ieri assemblea provinciale col presidente nazionale Marino: “Piccoli e sottocapitalizzati non si va da nessuna parte”
“Dobbiamo renderci conto che, una volta partito il governo Monti, nella canna del nostro ideale fucile abbiamo un solo proiettile, non ce ne sono altri. E allora non possiamo che sperare che metta in campo interventi che ci facciamo uscire dalle difficoltà: risanamento dei conti pubblici, rendere più competitivo il sistema Paese con la modernizzazione di pubblica amministrazione, scuola, lavoro, economia. Nell’economia modernizzare le imprese e nelle imprese le cooperative”.
A parlare è Luigi Marino, presidente nazionale di Confcooperative, ieri a Pordenone per l’assemblea dell’Unione provinciale delle cooperative del Friuli occidentale che ha celebrato i suoi primi 60 anni. Marino ha ricordato come “in 60 anni di vita abbiamo fatto tante cose, costruito la democrazia economica, esteso le protezioni sociali e i diritti sociali, riconosciuto e dato valore alla sussidiarietà e alla solidarietà. Ma ora servono efficienza, competitività e merito”.
Superare la crisi è un imperativo anche per il mondo della cooperazione, che proprio quest’anno inizia a risentire della congiuntura economica, così come è per il Paese che deve puntare a risolvere nodi strutturali, come l’evasione e l’elusione fiscale, la riduzione dei costi della politica e il risanamento dei conti pubblici. Ma secondo Marino bisogna andare oltre e puntare “a costituire gli Stati Uniti d’Europa, che sarebbe il vero federalismo”. “Non andiamo da nessuna parte con cooperative troppo piccole e sottocapitalizzate. Dobbiamo cercare, attraverso le reti, in consorzi, li accorpamenti, di migliorare là dove è richiesto, la dimensione d’impresa”. Il presidente nazionale ha concluso lanciando “un patto per la legalità””.
Marino è intervenuto a palazzo Mantica dopo Virgilio Maiorano, presidnete di Confcooperative Pordenone, l’associazione che rappresenta quasi l’8O% della cooperazione del Friuli occidentale. Vi aderiscono “162 cooperative e 2 banche di credito cooperativo; oltre 270 milioni di euro il valere della produzione e più di 3,2 miliardi la raccolta globale”. Segno più anche per il patrimonio, da 63 a 76 milioni di euro, “+20%, un dato — ha sottolineato Maiorano — che rende ancor più difficoltoso capire i motivi per cui il legislatore, nella manovra anticrisi, abbia voluto colpire la più importante forma di autofinanziamento delle cooperative e delle BCC”. Maiorano si è rivolto alla politica regionale assicurando la collaborazione del mondo cooperativo “nell’attuazione di un modello che punti a un welfare capace di mantenere alta l’attenzione al territorio e alla comunità” –
Per il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, “viviamo in un mondo che ha tradito i principi della crescita e del lavoro” vittime di una speculazione “che vale 8 volte il Pil del mondo, e che è la malattia con cui stiamo lottando”. Ciriani ha ricordato come questa amministrazione regionale abbia “riportato i conti in ordine” attivando misure anticrisi per 400 milioni, consegnando 22 milioni ai Confidi regionali, avviando ammortizzatori sociali. E ora “ci apprestiamo a ridurre l’Irap (valore 100 milioni)”.
Ciriani ha concluso ribadendo “lo spirito di alleanza con il mondo della cooperazione”. Di valori condivisi hanno parlato anche Claudio Pedrotti, sindaco di Pordenone, e il presidente della Provincia Alessandro Ciriani.
Il Messaggero Veneto
Cronaca di Pordenone
Martedì 22 novembre 2011